

Deciso no alla proposta di legge per la "grappa fai da te". E non possiamo che tirare un sospiro di sollievo ed essere in perfetto accordo con la decisione dell'Assemblea del Senato. 50 litri all’anno da offrire agli amici o agli ospiti nel caso degli agriturismi, questo quello che in sostanza prevedeva la proposta di legge avanzata dai senatori Montani e Divina sulla distillazione domestica della grappa. A battersi fortemente contro l'approvazione di questa legge, anche l'Istituto Nazionale Grappa, di cui noi facciamo parte.
La legalizzazione della grappa fatta in casa non solo rischiava di mettere in circolazione un prodotto di scarsa qualità ma anche a rischio della salute dei cittadini. Spesso infatti la grappa prodotta in casa con alambicchi non autorizzati è pericolosa. Il rischio è il famigerato alcol metilico, che sbuca in forma di goccioline dalla serpentina. Non a caso già nel '400 uno dei padri dell' acquavite, il senese Vannuccio Birunguccio, metteva in guardia gli aspiranti grappaioli. Parlando dell' «acqua di vita» scriveva che per chi non la sa fare «chiamar si debba acqua di morte».
E poi ricordiamo l'importanza di tutelare un prodotto, restando fedeli ai metodi di distillazione artigianale, che è diventato tipico di un territorio. Senza fare riferimenti ad una concorrenza sleale. Ma semplicemente alla difesa di un prodotto che appartiene alla nostra storia e alla nostra cultura.